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Nomisma: riparte il mercato immobiliare della Toscana

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Dopo un periodo piuttosto difficile, sembra che il mercato immobiliare abbia cambiato tendenza, anche in Toscana, portandosi su un trend positivo.

Sono i dati contenuti nell’ultimo rapporto Nomisma, e pubblicati sul sito corrierefiorentino.it secondo il quale, l’aumento delle compravendite, dal 2013 ad oggi, è stato del 28%.
E le performance migliori sono state registrate proprio in tre città della Toscana. La classifica è infatti guidata da Prato con il 55% in più di contratti, seguita da Livorno (+54%) e al quinto posto troviamo Firenze con un ottimo +46,3%.

L’inversione di tendenza è stata guidata in particolare dal numero di mutui concessi, soprattutto a livello nazionale.

La situazione era stata piuttosto difficile e, secondo Pietro Villani della Federazione italiana agenti immobiliari professionaliè facile ottenere degli exploit quando i numeri sono prossimi allo zero”. Sebbene quindi il 2016 sia stato un anno positivo c’è ancora molto margine di miglioramento.

Un passo importante sarebbe la “detassazione degli immobili” suggerisce Villani “perché il mercato più ampio è quello delle seconde case che oggi costano più di quanto rendono. La pressione fiscale frena gli investitori”.

Di fatto Firenze è la prima delle grandi città, dietro solo a Venezia, ad aver registrato ottime performance, con un calo dei prezzi per metro quadro solo dell’8%.

Accade in tutte le regioni: se il capoluogo gode di buona salute diventa il traino, beneficiando per primo della ripartenza dell’economia. Le altre città arriveranno dopo sei mesi o un anno”, spiega Guido Lodigiani, direttore dell’ufficio studi di Immobiliare.it.

I dati del sito confermano che nel primo semestre del 2016 le transazioni su Firenze sono aumentate del 22,6% rispetto allo stesso periodo del 2015 e anche gli affitti hanno acquistato nuovo dinamismo.

Gli investitori principali sono italiani con budget da 150-250 mila euro che puntano all’acquisto di piccoli tagli da affittare a turisti con locazioni brevi e che puntano sui cosiddetti “beni rifugio”. “Dal 2007” continua Lodigiani “i prezzi sono calati del 35-40% rendendo Firenze incredibilmente a buon mercato, rispetto alle metropoli internazionali: gli investitori sono i primi ad accorgersene, a posizionarsi sulla ripartenza del mercato, iniziando proprio dai centri storici e dalle città d’arte. Ecco perché la Toscana funziona”.